Rafrart's Studio

Challenge yourself e ritrovarsi cambiati…

Dopo aver fatto sempre la stessa cosa nello stesso modo per due anni, inizia a guardarla con attenzione. Dopo cinque anni, guardala con sospetto. E dopo dieci anni, gettala via e ricomincia di nuovo tutto.
(Alfred Edward Perlman)

Questa è una di quelle frasi che portano ad un’attenta riflessione: quanto siamo legati alle cose che facciamo o a ciò che pensiamo?
Quanto siamo disposti a perdere pur di migliorare noi stessi?

Sono passati parecchi mesi dall’ultimo post, e voglio essere sincero… potevo scrivere e pubblicare, ma ho preferito fermarmi un attimo e riflettere su ciò che stavo facendo.
Questa scelta non ha riguardato solo il blog, perché negli ultimi mesi molte delle cose che pensavo e davo per scontate si sono trasformate in altre verità!
Ho rivoluzionato la mia vita come persona e come artista, credo che ogni cambiamento che abbia un senso debba portare ad un miglioramento personale, e fortunatamente cosi è stato.
Sono stati mesi duri, soprattutto all’inizio, ma sono serviti ad affrontare meglio le mie paure e le mie convinzioni.

Ho avuto il piacere di incontrare artisti che ritengo di un certo spessore e di visitare delle gallerie d’arte che offrono ottimi servizi e curano molto i rapporti personali, non solo con gli artisti, ma anche con i propri clienti.
Il cambiamento personale è avvenuto in modo rapido e inaspettato…mentre ho cambiato idea su molte cose a livello artistico in maniera lenta e volontaria.

Ricordo bene quel giorno, stavo seduto ad un tavolino in legno sorseggiando un tipico tè verde con limone, lateralmente a me un grosso finestrone che dava sulla strada affollata e le parole di un amico seduto dall’altra parte del tavolino che mi arrivavano riecheggiando, mentre riflettevo sul mio stile pittorico e sulla modalità di espressione che preferisco.
Poi mi sono soffermato su una frase… ” non stai sbagliando, è solo diversa la tecnica, il moderno lascia più spazio all’immaginazione ed alle parole ”.

Queste parole mi hanno fatto riflettere molto e dieci minuti dopo, mentre ci recavamo alla Tate Modern Gallery, ho iniziato a rivalutare quello che fino a quel giorno ripudiavo senza pensarci molto, tanto da riuscire a godermi anche le opere più strane di artisti attuali!

E da quel momento ho osservato tanti livelli espressivi diversi da arrivare quasi a confondermi, e proprio quando pensavo di non aver idea di come muovermi, ho sognato una possibile realizzazione che possa esprimere la mia esperienza personale umana ed artistica in quei mesi a Londra.
Un mix di pittura e scultura che possa parlare, esprimere con modernità ciò che sento dentro ed ho il bisogno di esprimere, qualcosa che possa racchiudere in poche righe il mio mondo interiore.
Credo di non esserci riuscito ancora completamente, ma posso comunque affermare di aver rivisto, almeno in parte, il mio modo di vivere e realizzare arte!

Nei prossimi giorni pubblicherò un primo lavoro su tavola in legno realizzato due giorni fa.
Questa volta però non metterò un titolo, sarei molto contento di sapere il vostro pensiero o ciò che vi ispira, in modo da capire se almeno in parte sono riuscito a trasmettervi le mie emozioni….

Challenge yourself and find yourself changed…

“After you have always done the same thing in the same way for two years, begin to look at her carefully. After five years, look at her with suspicion. And after ten years, throw it away and start all over again.”

(Alfred Edward Perlman)

This is one of those phrases that lead to a careful reflection: how much we are connected to the things we do or with what we think?

How much are we willing to lose in order to improve ourselves?

Several months are passed since the last post, and I want to be honest … I could write and publish, but I preferred to stop a moment and think about what I was doing

This choice has not only interested the blog, because in recent months many of the things I thought and I took for granted have become other truths!

I revolutionized my life as a person and as an artist, I believe that any change that makes sense should lead to self-improvement, and fortunately so it was.

The months were hard, especially at first, but they are better served to face my fears and my beliefs.

I had the pleasure of meeting artists that I think of a certain thickness, and visit the art galleries that offer excellent services and take very care of personal relationships, not only with the artists, but also with its customers.

The personal change is happened quickly and unexpectedly … while I changed my mind about many artistical things in a slow and voluntary way.

I remember that day… I was sitting at a small wooden table sipping a typical green tea with lemon, sideways to me a big window that looked out on the busy street, and the words of a friend sitting across the table that came echoing on me, while I reflected on my painting style and mode of expression that I prefer.

Then I focused on one sentence … ” you’re wrong, it’s just the different technique, the modern leaves more space to the imagination and to the words ”.

These words made me think a lot and ten minutes later, while we was going to the Tate Modern Gallery, I started to re-evaluate what until that day I had repudiated without thinking much, enough to be able to enjoy even the strangest works by current artists!

And since that time I have observed many different levels of expression, to arrive almost to be confuse, and just when I thought that I had no idea how to move, I dreamed of a possible realization that it can express my personal human-and-artistic experience in those months in London.

A mix of painting and sculpture that can talk, express modernity with what I feel inside and I have the need to express, something that can enclose a few lines in my inner world.

I believe I’m not succeeded yet completely, but I can still claim to have reviewed, at least in part, the way I live and create art!

In the coming days I will publish a first job on wooden table made two days ago.

This time, however, I will not put a title, I would be very glad to know your thinking or what inspires you, to see if at least partially managed to convey my emotions….

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Questa voce è stata pubblicata il 16 aprile 2016 alle 11:11. È archiviata in art, articoli, life experience con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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