Rafrart's Studio

Perchè un “Ritratto” ?

Tra tutte le forme artistiche conosciute, quella del ritratto mi ha sempre colpito ed entusiasmato in maniera profonda.
Mi sento chiedere spesso : Perchè non un paesaggio? … ecco, io non amo dare molte risposte, anche perchè non ho risposte veloci a quesiti che non mi pongo, ma una cosa è sicura, se focalizzo il mio modo di fare arte e concentro tutte le mie forze sui ritratti è perchè mi coinvolge in maniera totale.
Vedere qualcuno contento di un mio lavoro perchè si rispecchia nello stesso, mi da un emozione forte, tanto forte da credere di essere riuscito nell’intento di raffigurare le fattezze della persona stessa, che molto spesso non sono marcatamente fisiognomiche.
Perchè dico questo? … perchè spesso si pensa ad un ritratto uguale in ogni particolare alla persona ritratta!
be, non è cosi, vi assicuro che molto spesso devo modificare i tratti somatici per far si che ci si rispecchi a pieno,non dico che la cosa mi piace ma è cosi…non tutti si piacciono e vorrebbero che almeno il ritratto fosse l’immagine perfetta di noi.
Si racconta che storicamente i ritratti erano, più di ogni altra opera d’arte, ilfrutto di un accordo tra il pittore e il committente.Il principio di somiglianza al modello diventava spesso l’aspetto più importante da discutere e provocava, altrettanto spesso, dei problemi. Il biografo Giovan Battista Passeri racconta che il ritratto della sposa del viceré di Napoli, eseguito da Lanfranco intorno al 1640, venne aspramente criticato dalle dame di corte per la mancanza di somiglianza. Aseguito di questo episodio fu richiesto al pittore di ritoccarlo. Conoscendo i vizi tipici della clientela,Lanfranco riportò il ritratto a corte dopo qualche mese senza averlo minimamente toccato e, come previsto, questa volta le dame lo trovarono estremamente somigliante. Passeri conclude il racconto con una nota amara: «Questi sono gli effetti delle opinioni, e questa è la sventura dei ritratti»(citato in Pommier 1998; tr. it. 2003).Molto più soddisfatta delle dame di Napoli sembra Isabella d’Este, marchesa di Mantova, che dopo aver ricevuto un suo ritratto eseguito da Francesco Francia, ringrazia in una Ritrattolettera datata 25 novembre 1511: «Havendovi vui cum l’arte vostra facta assai più bella che non mi ha facto natura,ringratiamovine quanto più potemo» (citato in Woods-Marsden 1987). Isabella d’Este, grande intellettuale e committente di importanti opere d’arte, non sembrava troppo preoccupata di avere fatti dei ritratti somiglianti, al contrario incoraggiava negli artisti un alto grado di idealizzazione. Venticinque anni dopo l’esecuzione del tanto apprezzato ritratto, Isabella chiede a Tiziano di eseguirne uno avendo come modello il precedente fatto dal Francia. Il risultato è sicuramente ancor più distante dalla realtà di quanto non fosse il quadrodel Francia, dato che la marchesa era allora ultrasessantenne e la donna ritratta non ne dimostra più di venti.

Oggi non possiamo più ritrarre cosi, bisogna avvicinarsi il più possibile al vero.

Perchè un ritratto?
Perchè per me è come regalare un pezzo di vita, fermare il tempo e regalarlo ai figli, guardarlo e raccontarsi …!
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Questa voce è stata pubblicata il 3 novembre 2014 alle 09:42. È archiviata in articoli con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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